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Fra le proprietà dell’Ente Magnifica Comunità di Fiemme, è doveroso ricordare quello riguardante il Diritto Esclusivo di Pesca, da sempre esercitato dai Vicini di Fiemme, regolarmente riconosciuto dal Prefetto di Trento nel 1933 e successivamente ratificato dal Commissario Generale per la Pesca di Roma nel 1942. Tale diritto, che interessa la quasi totalità delle acque correnti e, in parte quelle stagnanti naturali o artificiali, di Fiemme, è stato assegnato in uso e gestione tramite specifiche concessioni alle sette associazioni di pescatori locali dal 1992: queste associazioni comprendono le undici storiche Regole della Magnifica Comunità di Fiemme. Le concessioni a scadenza prefissata e rinnovabili, contengono sostanzialmente l’ elenco delle acque riferite ad ogni singola riserva , le modalità di gestione strettamente vincolate alle leggi e regolamenti vigenti in materia di pesca emanate dallo Stato e, dalla Provincia Autonoma di Trento, nonchè tutte quelle norme e regole tipo che contraddistinguono i contratti in genere. Nella seconda parte del 1900, anche i corsi d’acqua principali della valle sono stati oggetto di grandi opere di sbarramento e derivazione, allo scopo di soddisfare la grande richiesta di energia conseguente al notevole sviluppo industriale: l’Avisio e il Travignolo, ma anche corsi d’ acqua minori, furono interessati quindi da queste grandi realizzazioni che inevitabilmente hanno condizionato e condizionano tuttora l’andamento naturale del corso delle acque con logico pregiudizio quindi anche per le specie ittiche storicamente presenti. Tuttavia, nonostante questo epocale stravolgimento ambientale, la natura riuscì e riesce grazie alla preziosa opera svolta dalle associazioni, a garantire una buona produttività di pesci, quindi una buona pescosità delle acque. Attualmente le tipologie ittiche presenti nelle acque di Fiemme sono 12 (dodici), di cui 4 (quattro) considerate autoctone che sono: la trota Marmorata, lo Scazzone, il Salmerino Alpino e la Sanguinerola; le altre 8 (otto) considerate alloctone, delle quali poco si sa riguardo la provenienza, o il periodo di insediamento nelle acque di Fiemme sono la trota Lacustre la trota Fario, la trota Iridea, il Salmerino di Fonte, il Temolo, il Cavedano, la Scardola e il Triotto A onor del vero esiste qualche accenno storico riguardo la possibile presenza del Temolo nelle acque dell’Avisio nei secoli passati, notizia comunque da confermare. A questi pesci va aggiunta un’altra presenza, che è quella dell’ibrido di trota Mormorata-Fario o Fario-Marmorata frutto come si evince dell’ibridazione tra la trota Mormorata e la trota Fario.
Evidenziamo ora nel dettaglio ogni singola tipologia di pesce sopra elencato:
Fam. SALMONIDAE Nome italiano: trota Fario (trota di torrente) Nome scientifico: Salmo trutta fario L Nome dialettale: Truta Presenza: autoctona? Descrizione morfologica: caratteristiche principali di questa trota sono lo stelo del vomere con denti disposti in doppia fila per tutta la sua lunghezza, la livrea assai variabile si contraddistingue per la presenza di macchie nere e rosse a volte prevalenti l’una sull’altra. Nel maschio questi colori tendono ad essere più marcati nel periodo della riproduzione, che da adulto si differenzia dalla femmina, per un breve uncino formato dall’incurvarsi all’insù della mandibola. Non raggiunge di solito grandi taglie, ed è presente in quasi tutte le acque della valle di Fiemme. Nome italiano: trota Lacustre Nome scientifico: Salmo trutta lacustris L Nome dialettale: truta de lago Presenza: alloctona provenienza forse nord americana Descrizione morfologica: denti disposti sul vomere in una fila a zig zag, pinna codale incavata a volte a due lobi. Sulla livrea sono presenti macchie nere a forma di X più o meno grandi, raramente queste macchie sono presenti anche sulla pinna dorsale. Può raggiungere taglie ragguardevoli, fino a 20-25 Kg e deporre decine di migliaia di uova: è presente nelle acque del bacino di Stramentizzo e nel primo tratto di Avisio poco a monte del bacino. Nome italiano: trota Padana o Marmorata Nome scientifico: Salmo trutta marmoratus Cuv. Nome dialettale: mormorata truta nostrana Presenza: autoctona Descrizione morfologica: una sola serie di denti sullo stelo del vomere disposta più o meno a zig-zag. Sulla livrea normalmente scura o grigio scura, risaltano molte screziature nerastre o verdognole e ai lati del capo delle fasce scure nerastre: nei giovani possono essere presenti delle piccole macchie rosse. Questa trota può raggiungere grandi taglie, fino a un metro e mezzo di lunghezza e un peso di 20-22 Kg. È presente nelle acque dell’ Avisio e nel bacino di Stramentizzo, e nel periodo riproduttivo, tende a risalire gli affluenti laterali per deporre le uova. Nome italiano: trota Iridea Nome scientifico: Salmo gairdneri Rich. Nome dialettale: iridea trota arcobaleno Presenza: alloctona di provenienza nord americana Descrizione morfologica: stelo del vomere caratterizzato da una o due file di denti e con un numero di circa 125-140 squame sulla linea laterale. Ulteriori caratteristiche distintive sono il dorso verdastro e una fascia rosea su entrambi i fianchi, che si nota maggiormente nel periodo della riproduzione; il ventre normalmente bianco. Quasi tutto il corpo è caratterizzato da macchiette nere comprese le pinne dorsale e codale. Raggiunge a volte il metro di lunghezza e può pesare fino a 20 Kg. È presente per semina nei bacini artificiali e tende a risalire gli immissari. Nome italiano: Salmerino Nome scientifico: Salvelinus alpinus Nome dialettale: salmarin Presenza: autoctona Descrizione morfologica: denti del vomere leggermente ricurvi e molto acuti,con un numero di squame lungo la linea laterale pari a circa 195-200: livrea di colore molto variabile che va dal grigio-argenteo all’oliva-verdastro o bruno per il dorso e, al bianco per il ventre con numerose macchiette biancastre o rosee. Le pinne dorsale e caudale di colore grigio, le altre arancio con il margine anteriore bianco. Durante la riproduzione i fianchi e il ventre diventano rossi. Può arrivare fino ad 80 cm e ad un peso di 8 Kg,tuttavia nel nostro contesto ambientale raramente raggiunge e supera i 30 cm. È presente di norma nei laghetti alpini. Nome italiano: Salmerino americano o di fontana Nome scientifico: Salvelinus fontinalis Mitch Nome dialettale: salmarin american Presenza: alloctona di provenienza nord americana Descrizione morfologica: si scosta dal precedente per la livrea caratterizzata da greche bianco giallastre e verde-oliva, la parte inferiore dei fianchi con piccole macchie giallastre pallide con presenza minore di macchie rosse con alone azzurro. Di colore grigio-aranciato e roseo il ventre particolarmente vivace nel periodo della riproduzione. Pinna dorsale e caudale olivastra con sfumature scure, le altre aranciate o rossastre col primo raggio bianco accompagnato da una linea scura. Anche questo salmonide può raggiungere una lunghezza di circa 80 cm ed un peso anche oltre i 15 Kg. Se pur alloctono e di presenza rara, si può trovare in quasi tutte le acque correnti della valle ed in alcuni laghi alpini e precisamente: il lago di Lagorai, il lago del Forame e il lago di Cece Nome italiano: Ibrido trota Mormorata x Fario Fario x Marmorata Nome scientifico: ? Nome dialettale: ibrido Presenza: autoctona Descrizione morfologica: l’ ibrido più simile alla Marmorata presenta una livrea con evidenti segni di rottura della marmoreggiatura ed anche nette macchie e punti isolati scuri, numerosi in molti casi ai lati della testa. Nel secondo caso più vicino alla Fario la marmoratura molto discontinua è presente solo sul dorso, mentre sui fianchi sono presenti punti neri e macchie rosse più o meno isolate o accentuate disposte in numero variabile; sono evidenti a volte anche sulle pinne dorsale ed adiposa. In alcuni casi i punti rossi con alone chiaro sono presenti in modo del tutto simile alla Fario. Questo pesce è presente in Avisio e nel bacino di Stramentizzo Fam. THYMALLIDAE Nome italiano: Temolo Nome scientifico: Thymallus thymallus Nome dialettale: tèmol Presenza: alloctona? Attualmente è presente il ceppo danubiano Descrizione morfologica: il temolo, unico rappresentante di questa famiglia presente nelle nostre acque ed in Europa, ha come caratteristica principale la pinna dorsale molto appariscente che sembra quasi una bandiera: muso di forma acuta per via della mandibola più corta della mascella e coda a due lobi. Le pinne ventrali e pettorali sono giallognole, le altre di colore tendente al viola: normalmente verdastro il dorso, grigio sui fianchi e argenteo il ventre. La livrea può comunque cambiare a seconda delle stagioni o dell’ ambiente in cui vive, da giallo oro nelle acque limpide a grigio scuro nelle torbide. Non eccezionale nelle dimensioni, può raggiungere una lunghezza di 50 cm ed un peso di 5 Kg. Specie rara nelle nostre acque può comunque dare qualche soddisfazione, ed è possibile catturarlo nelle acque dell’Avisio Fam. CYPRINIDAE Nome italiano: Triotto Nome scientifico: Rutilus rubidio Bp Nome dialettale: pes-zentil faion zentilot alesot pessata rossa Presenza: alloctona di provenienza sconosciuta Descrizione morfologica: linea dorsale che decorre in basso con 36-44 squame, muso arrotondato, dorso bruno-olivastro e ventre bianco argenteo con una banda longitudinale grigia o nerastra sul fianco. Pinne pettorali, ventrali ed anali giallo rosate, le altre grigio verdognole. Può raggiungere i 20 cm ed un peso di 150 gr. Questa specie è presente, forse per cause accidentali, solo nel bacino di Stramentizzo. Nome italiano: Cavedano Nome scientifico: Leuciscus cephalus cabeda Risso Nome dialettale: squal cavazin Presenza: alloctona di provenienza sconosciuta Descrizione morfologica: a volte prevale la mascella superiore su quella inferiore, linea laterale da 42- 48 squame: la pinna dorsale ha origine di poco inferiore alla ventrali e il margine delle squame ha una fitta punteggiatura nera che assomiglia quasi ad un reticolo. Tutte le pinne sono grigiastre Nei laghi può raggiungere taglie considerevoli, 60-70 cm e 3,5 Kg di peso. È presente nel bacino di Stramentizzo e nel tratto di Avisio poco a monte del lago stesso Nome italiano: Sanguinerola Nome scientifico: Phoxinus phoxinus L. Nome dialettale: pesata pesata-rossa pesce-popolo Presenza: autoctona Descrizione morfologica: linea laterale con piccolissime squame, circa ottanta, su un corpo cilindrico con muso arrotondato: è presente una fascia giallo oro dall’occhio alla pinna caudale alla cui base è presente una macchia nera. Le pinne ventrali più avanzate della dorsale, quest’ultima di colore olivastro; sui fianchi sono presenti macchie brune più o meno grandi e numerose Nel periodo riproduttivo i maschi assumono un colore blu o verdastro sul dorso, dorata la linea laterale, e le pinne inferiori rosse alla base; nelle femmine il ventre è di colore rosso. Può raggiungere una lunghezza di 12 cm, anche se normalmente non supera i 6-8 cm. È presente in tutti i laghi della valle, sia naturali che artificiali. Nome italiano: Scardola Nome scientifico: Scardinius erythrophtalmus Nome dialettale: sgardola coe-rose Presenza: alloctona di provenienza sconosciuta Descrizione morfologica: corpo tozzo corto e alto, pinna, dorsale posizionata dietro le ventrali mentre quella anale assume la forma di carena caratterizzata da squame piegate ad angolo, la linea laterale conta 40-45 squame. Livrea argentata con il dorso bruno tendente al verdastro: caratteristica dell’occhio,è l’iride dorata mentre le pinne, tranne la dorsale di colore bruno, verso l’estremità assumono una colorazione rossa. Di norma raggiunge i 20-25 cm, ma occasionalmente anche i 30 cm, ed un peso superiore al chilogrammo: è presente solo nel bacino di Stramentizzo Fam. COTTIDAE Nome italiano: Scazzone Nome scientifico: Cottus gobio Nome dialettale: marson cavedom magneron Presenza: alloctona, ma ridotta numericamente Descrizione morfologica: testa larga e schiacciata e una bocca larga all’ apice di un corpo fusiforme con pelle nuda; le pinne, contigue ma distinte quelle dorsali, con raggio spiniforme breve e nascosto con quattro raggi mobili le ventrali. Di colorazione variabile nelle parti superiori, a volte verdastre o brune, talvolta grige con marmorizzazioni in perfetto mimetismo con l’ambiente in cui vive: normalmente bianco il ventre. Può raggiungere una lunghezza massima di 15 cm.Nelle acque della Val di Fiemme si può trovare in Avisio e nella parte bassa dei suoi affluenti in sinistra orografica.
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