Da sempre specie dominante della Val di Fiemme, l’abete rosso (Picea abies (L.) Karst.), è una pianta molto adattabile a diverse condizioni ambientali. Comunemente chiamato peccio, l’abete rosso è la conifera europea che ricopre l’areale più esteso, fino all’Asia centrale e settentrionale. In Italia è presente allo stato spontaneo sulle Alpi; ne sono conosciuti anche alcuni popolamenti relitti nell’Appennino Tosco-Emiliano. Nei boschi della Magnifica Comunità di Fiemme raggiunge altezze notevoli, spesso superiori ai 40 metri. Per la superficialità delle sue radici è una specie soggetta a sradicamento a causa di venti particolarmente forti. Il legno di questa specie è considerato avere ottime proprietà meccaniche: è leggero ed elastico allo stesso tempo, motivo per cui è particolarmente adatto all’uso in edilizia.
Alcuni esemplari producono un legno con ottime proprietà di amplificazione del suono, che viene utilizzato nella costruzione delle tavole armoniche degli strumenti a corda (legno di risonanza). Già Antonio Stradivari, per i suoi straordinari violini, si riforniva presso la Magnifica Comunità di Fiemme e la foresta di Paneveggio.
Dalla distillazione della resina dell’abete rosso si ricava la trementina (acquaragia). La stessa resina si usa anche per produrre il nerofumo. Dalla corteccia si estraggono tannini, usati per la concia delle pelli.
Infine l’abete rosso è una delle piante più longeve al mondo. In particolare, un esemplare clonale scoperto in Svezia nel avrebbe ben 9550 anni, risultando così l’organismo vivente clonale più anziano del pianeta; è stato battezzato Old Tjikko.